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I 5 step del successo in un programma di protezione alla fonte

September 12, 2016

Di Flavio Musci, Sales Director EAS Consumables EMEA Checkpoint Systems

 

Se durante la crisi economica i ladri occasionali si sono concentrati maggiormente sui prodotti alimentari, ora, nei supermercati, gli articoli più rubati continuano ad essere carne e formaggio, come si deduce dal “Global Retail Theft Barometer”.

A fronte di questo, è comprovato che un programma di protezione alla fonte riduca notevolmente le differenze inventariali e distribuisca benefici aggiuntivi attraverso la supply chain, incrementando le vendite e riducendo l’out-of-stock.

Per implementare un programma di protezione alla fonte nel vostro store, ci sono cinque importanti step da seguire.

 

  1. Usare i dati

Il dato è il re e guida la maggior parte delle decisioni economiche. Prima che qualsiasi decisione sia presa, per costruire un programma di Protezione alla Fonte di successo, i manager che si occupano di prevenzione delle perdite hanno bisogno di analizzare i dati che sono a loro disposizione. Questo permetterà di fare scelte consapevoli, relative ai prodotti più a rischio, che dovrebbero essere selezionati per un test.

Il ruolo che i dati giocano non finisce qui. Dopo avere identificato i prodotti, è di vitale importanza raccogliere un gran quantitativo di dati durante una fase test. In questo modo, i retailers potranno paragonare i dati precedenti con quelli appena raccolti, indentificandone il potenziale ritorno di investimento (ROI).

Presentare risultati tangibili vi aiuterà a incrementare il vostro business. Per esperienza, in questo step, è importante confrontarsi con il team finanziario e commerciale, che tradizionalmente parla con i fornitori più di quanto faccia il team della prevenzione delle perdite.

 

  1. Collaborazione del team

Dopo la prova, inizia il vero lavoro. Dall’avvio, il solution provider opererà a stretto contatto con il retailer e con il manifacturer. La collaborazione e la comunicazione sono essenziali per un progetto di successo e riguardano tutti: i produttori, gli esperti di Protezione alla Fonte, i Category Managers e il dipartimento Loss Prevention. I Source Tagging Specialist visiteranno gli stabilimenti dei manifacturers per consigliare la migliore soluzione di Protezione alla Fonte.

 Nessuno stabilimento è uguale all’altro ed è importante capire come la soluzione possa essere integrata ai processi unici di ogni fornitore. Per farlo, a livello di stabilimento, il vostro Source Tagging Specialist dovrà avere un’esperienza tecnica in grado di comprendere pienamente il processo introduttivo di una nuova etichettatura e consigliare le soluzioni maggiormente adatte a ogni fornitore.

 

  1. Test

Identificata la soluzione giusta, una volta taggato, il campione di prodotti protetti sarà portato al “Laboratorio di Protezione alla Fonte” del Solution Provider, per controllare se il rilevamento o la disattivazione sono adatti agli store in cui saranno venduti.

Il test di disattivazione garantisce che gli incidenti di falsi allarmi EAS saranno mantenuti al minimo e assicura anche un checkout più veloce del cliente, migliorandone i livelli di soddisfazione. Ovviamente è anche importante testare il rilevamento delle etichette per assicurare che siano collocate nella posizione ottimale.

 

  1. Soluzioni a lungo termine

Completato il test, il programma di protezione alla fonte è pronto per essere avviato. Un progetto di successo non è una soluzione a breve termine, che può essere subito interrotta. Ma dovrebbe portare il suo valore aggiunto, diventando un’inestimabile completamento del processo di produzione e dovrebbe essere mantenuto nell’ordine di serie dei prodotti, eseguendo una nuova prova di rilevamento, là dove ci siano alterazioni del confezionamento. Con un obiettivo finale: includere nel programma tutte le future linee di prodotto.

 

  1. Audit in store

Per il retailer, è importante assicurare conformità attraverso controlli regolari dei prodotti protetti alla fonte che arrivano in negozio.

In qualche caso, l’Head Quarter è consapevole che esista un programma di protezione alla fonte, ma lo staff in negozio non è al corrente di quali siano i prodotti taggati. La conoscenza del progetto da parte del team del punto vendita è di vitale importanza, per prevenire casi in cui i prodotti protetti e pronti per la vendita subiscano un ritardo nel posizionamento a scaffale. Ogni anno, inefficienze operative come questa minano i margini di guadagno. A differenza di ciò, un programma di Protezione alla Fonte è pensato per garantire una migliore velocità a scaffale, ridurre l’out-of-stock e incrementare le vendite.

 

Un mese

Generalmente sono necessari sei mesi per implementare un programma di Protezione alla Fonte. Questo tempo può essere ridotto a un mese, a condizione che si lavori con la collaborazione di uno specialista, seguendo i cinque step sopra citati.