News & Eventi

Come l’efficienza dell’RFID influenza l’esperienza di acquisto

March 31, 2015

Per offrire ai consumatori una crescente comodità nell’acquisto, i retailer dell’abbigliamento si affidano a diversi sistemi, dati e processi, compresa la tecnologia RFID. Alcuni di loro rispondono alle crescenti sfide dell’omnichannel, puntando sulla supply chain e sulle tecnologie di applicazione alla fonte.

Un report sulla leadership di pensiero: RFID dalla produzione al punto vendita.

L’evasione efficace degli ordini multicanale è un requisito per soddisfare le crescenti aspettative del consumatore attuale.

Per i Retailer e i brand di abbigliamento, ciò significa essere in grado di offrire una garanzia sicura e consegnare la merce desiderata ai clienti attraverso il canale di vendita da loro prescelto.

Gli ottimi risultati ottenuti hanno spinto i Retailer e le loro catene del valore a ripensare ai ruoli e alle responsabilità dei fornitori, dei centri di distribuzione e dei punti vendita. Questo report illustra come l’implementazione della tecnologia RFID, dalla produzione al punto vendita, può aiutare i Retailer e produttori di abbigliamento a soddisfare i consumatori, migliorando al contempo l’efficienza.

Una sfida impegnativa

Sebbene il Retail multicanale sia da tempo argomento di discussione, la piena consapevolezza delle sue complessità è ancora oggetto di studio per molti Retailer e brand leader dell’abbigliamento. I clienti si aspettano gli stessi elevati livelli di efficienza ed esperienza d’acquisto, indipendentemente dal canale prescelto.

Nelle decisioni d’acquisto, il fattore “comodità” sta rapidamente sbaragliando il “prezzo” e i consumatori chiedono trasparenza d’inventario. In una ricerca condotta nel 2014 da Google, in collaborazione con Ipsos MediaCT e Sterling Brands, su 6.000 utenti di smartphone, il 74% ha affermato di trovare “molto/estremamente utile” la possibilità di ricevere una notifica di conferma online sulla disponibilità dell’articolo desiderato presso il punto vendita locale.

Per servire i clienti che preferiscono effettuare gli ordini online e ricevere la spedizione direttamente a casa, alcuni Retailer attingono all’inventario del negozio. Tale pratica sovraccarica le operazioni del punto vendita, con maggior lavoro per il personale e diversi problemi legati all’inventario. Come riportato dal Wall Street Journal a dicembre 2014: «L’efficienza, nei magazzini stipati di prodotti e altamente automatizzati, è difficile da realizzare se l’inventario è frammentato tra quei punti vendita che servono i clienti dal vivo».

I trasferimenti da negozio a negozio sono frequenti nel caso in cui un singolo punto vendita non disponga di inventario sufficiente per soddisfare l’ordine di un cliente. In questi casi, il cliente esce dal negozio felice, ma il Retailer si trova spesso con margini di profitto erosi da una gestione delle scorte tra punti vendita, inefficiente, eccessiva e non pianificata.

La soluzione: l’applicazione alla fonte

I Retailer hanno sviluppato diverse tecnologie e reimpostato i processi per gestire le sfide dell’omnichannel. La tecnologia RFID si è affermata come una delle soluzioni più efficaci per affrontare un tema critico: l’accuratezza dell’inventario. Grazie alla capacità di trasmettere i dati del prodotto ai lettori di etichette, senza l’utilizzo della linea ottica, la tecnologia RFID permette ai Retailer di effettuare conteggi precisi della merce, senza dover procedere ad un conteggio o ad una scansione manuale.

La precisione nell’accuratezza d’inventario è fondamentale per il successo del Retail multicanale. «Ora come ora, la semplice e innegabile verità è che molti Retailer non conoscono l’inventario a disposizione, né dove si trova», ha detto Bill Hardgrave, Ph.D, rettore e professore Wells Fargo al Raymond J. Harbert College of Business presso la Auburn University. «L’accuratezza dell’inventario è a un livello troppo basso. Si assesta generalmente tra il 50 e il 60 percento».

Con questo livello di incertezza, è difficile garantire ai consumatori la disponibilità di un capo per l’acquisto. «I Retailer non possono lavorare bene con l’omnichannel senza aumentare i livelli di accuratezza dell’inventario», ha commentato Leslie Hand, Vicepresidente, IDC Retail Insights. «Maggiore è il livello di accuratezza dell’inventario, maggiore sarà la probabilità di poter davvero soddisfare il cliente durante l’intera transazione».

Nella ricerca di informazioni di prodotto più accurate e tempestive, i Retailer di abbigliamento si rivolgono alla loro catena di valore, affinché li aiuti a trarre vantaggio dalla tecnologia RFID. «L’applicazione alla fonte dell’RFID fornisce informazioni migliori e più rapide dai partner della supply chain», ha detto Hardgrave, che dichiara inoltre: «Quanto più vicina è l’applicazione del cartellino al punto di produzione, tanto maggiore sarà il valore estratto dal cartellino stesso».

Piuttosto che applicare i cartellini RFID nei centri di distribuzione, i Retailer stanno implementando programmi di applicazione alla fonte RFID. In tale modo, questa tecnologia può essere sfruttata maggiormente a monte, dove costi di lavoro ridotti e linee di produzione automatizzate si prestano all’applicazione sistematica di etichette, come commentato da Hand. Molti fornitori di abbigliamento stanno già applicando etichette alla fonte. «È molto più semplice modificare il processo e utilizzare un nuovo tipo di etichetta», ha affermato ancora Hardgrave.

Tra gli altri vantaggi, l’applicazione alla fonte RFID permette una maggiore accuratezza dei documenti EDI ASN (Advance Ship Notice). Grazie a ciò, i Retailer ed i brand possono confermare e verificare le spedizioni in anticipo, e concentrarsi sull’ottimizzazione dell’assortimento delle referenze prima che la merce arrivi in negozio. Senza un utilizzo più ampio dell’applicazione alla fonte del RFID, il problema legato all’inaccuratezza dei documenti EDI ASN minaccia di gravare sulla supply chain. Uno studio condotto nel 2011 dalla Auburn University, ha scoperto che una percentuale di errore del ASN pari al 5.8%, può tradursi in milioni di dollari di vendite perse. «Se un Retailer suppone che un documento ASN sia accurato ma si verificano ammanchi, l’inventario effettivo di un Retailer sarà inferiore rispetto a quello indicato dai documenti del sistema per la gestione del magazzino WMS (Warehouse Management System), comportando diverse problematiche a livello finanziario, di assistenza e operativo», affermano i ricercatori della Auburn University.

Con l’applicazione alla fonte del RFID, c’è molto meno spazio di errore nella documentazione EDI ASN. Ogni capo di abbigliamento viene automaticamente contabilizzato senza la necessità di ulteriori conteggi o verifiche manuali. Allo stesso tempo, i lettori RFID sono in grado di rilevare immediatamente qualsiasi discrepanza tra le distinte di spedizione ASN e i capi effettivamente ricevuti. Di conseguenza, i punti vendita possono confermare in maniera più efficiente di aver ricevuto gli articoli corretti. Ciò rappresenta una vittoria per i consumatori, che possono acquistare gli articoli desiderati, ma è anche una vittoria per i fornitori ed i brand di abbigliamento, che mantengono una buona reputazione nei confronti degli acquirenti retail, evitando costosi storni di addebito e aumentando in definitiva le vendite.

Quando il Retailer ha la certezza quasi assoluta di quali prodotti sono disponibili lungo la sua supply chain, nei centri di distribuzione e nei punti vendita, può ottimizzare i modelli di spedizione per soddisfare la domanda dei clienti. Ad esempio, il Retailer può decidere di spedire l’articolo al cliente direttamente dal centro di distribuzione invece che dal punto vendita, qualora ciò risulti più conveniente. Con l’applicazione alla fonte, il retailer può addirittura scegliere di evadere l’ordine di un cliente partendo direttamente da un punto specifico della supply chain del brand di abbigliamento. «Ora si possono fare queste cose perché si è certi di avere informazioni accurate e tempestive. Senza la tecnologia RFID, mancano accuratezza e tempestività», ha detto Hardgrave.

Grossi cambiamenti, risultati impattanti

Uno dei fattori più importanti da tenere in considerazione per l’adozione della tecnologia RFID è la gestione dei dati. L’RFID è concepito per identificare la merce a livello di singolo articolo. Ciascuna etichetta RFID ha un numero di serie univoco che identifica un capo. L’etichetta contiene diverse informazioni quali dimensione, colore, tipologia e prezzo dell’articolo. Al contrario, la maggior parte dei sistemi tradizionali di Retail e di abbigliamento sono progettati per identificare gli articoli a livello di referenze o di prodotto. Ad esempio, in una spedizione “tradizionale” di 5.000 jeans della stessa taglia, colore e tipologia, l’etichetta UPC applicata su ogni paio di jeans avrà lo stesso codice. I prodotti vengono monitorati come unità all’interno del gruppo di referenze, impedendo l’identificazione del singolo paio di jeans.
Tuttavia, se tutti i jeans all’interno della stessa spedizione fossero dotati di cartellini RFID, ciascun paio avrebbe il proprio numero di identificazione univoco. Sebbene possano sembrare identici, ciascun paio di jeans avrebbe una propria identità all’interno del gruppo e potrebbe essere di conseguenza monitorato.
«Molti Retailer e brand sono abituati a lavorare a livello di codice UPC, che rappresenta l’identificativo del prodotto, su cui sono impostati tutti i dati di riferimento. La tecnologia RFID richiede che tali dati corrispondano al singolo articolo, per sfruttare appieno le potenzialità della tecnologia RFID», ha commentato Hardgrave.

Hand ha dichiarato che alcuni Retailer di abbigliamento stanno optando per la gestione dei propri dati RFID, in modo da poter gestire solo le informazioni più importanti sui movimenti del prodotto, lungo le principali fasi della supply chain.

Il passaggio alla tecnologia RFID richiede aggiornamenti significativi dei sistemi e nuovi approcci alla gestione dei dati, ma i risultati ottenuti ripagano notevolmente l’investimento. I Retailer che hanno implementato l’applicazione RFID alla fonte, sono riusciti ad aumentare l’efficienza all’interno del punto vendita, offrendo un maggiore servizio ai clienti, da parte del personale. Ad esempio, i responsabili del punto vendita possono dare priorità, con maggiore facilità, alle attività di rifornimento, una volta certi dei prodotti che sono stati consegnati e di quelli venduti. A magazzino, la tecnologia RFID consente ai dipendenti di sapere quale scatola aprire per prima, per assicurare che la merce sia pronta per il ritiro da parte del cliente.

Alcuni Retailer di abbigliamento stanno optando per il passaggio a programmi di protezione EAS applicata alla fonte, abbinato all’RFID. Molte etichette EAS utilizzano la tecnologia radio-frequenza RF. Le etichette RF, nelle varianti usa e getta e rigide in plastica riutilizzabile, sono progettate principalmente per la prevenzione delle perdite. Ad esempio, se un’etichetta RF non viene disattivata da un dipendente, farà scattare un allarme quando il cliente esce dal negozio con il prodotto recante l’etichetta.

Se la stessa etichetta RF è anche RFID, non solo farà scattare l’allarme relativo ad un tentativo di furto, ma comunicherà anche con i sistemi d’inventario del Retailer, indicando che un articolo non è più disponibile per la vendita. «Molti Retailer sono alla ricerca di etichette con doppia tecnologia RF/RFID. Inoltre, se notate una perdita di merce tra il magazzino e la parte espositiva del punto vendita, allora potete iniziare a scoprire perché le etichette sono scomparse tra questi due punti. È qualcosa che prima non era necessariamente visibile», ha affermato Hand.

Partendo dalla parte espositiva del punto vendita fino ai punti più remoti della supply chain, la tecnologia RFID incide positivamente sull’esperienza del cliente. Permette ai Retailer di abbigliamento, ai brand e ai produttori, di posizionare i prodotti con maggiore efficienza per la fruizione e la comodità d’acquisto del cliente, incrementando così le vendite e i profitti per l’intera catena del valore.

La parola ai Dirigenti
Intervista a Tom Racette, Vice Presidente Retail Applications, e a Su Doyle, RFID Industry Programs, Checkpoint Systems Inc.

D: Mentre affinano le proprie strategie multicanale, in che modo i Retailer, leader di mercato, stanno rivalutando alcuni processi nelle catene del valore, per riuscire a migliorare l’efficienza dalla produzione al punto vendita?

TOM RACETTE: L’evasione degli ordini multicanale ha comportato un carico maggiore sulle operazioni del punto vendita. Con l’aumento dei compiti logistici, osserviamo che i Retailer iniziano a trasferire altre attività di logistica al centro di distribuzione e al punto di produzione, incluse l’etichettatura e la codifica RFID. L’etichettatura della merce alla fonte ha il vantaggio di verificare gli ordini in uscita prima della spedizione, rendendo la ricezione degli articoli nel punto vendita molto più veloce e accurata.

D: Si discute molto sul ruolo della tecnologia RFID nelle operazioni multicanale. Quali sono le soluzioni per i Retailer di moda e i brand che desiderano convertire i programmi EAS di protezione alla fonte alla tecnologia RFID?

SU DOYLE: Checkpoint ha lanciato più di 20 anni fa un programma RF EAS di protezione alla fonte per garantire ai Retailer una protezione costante della merce senza sovracaricare il lavoro del personale. Una volta avviato il processo di protezione alla fonte RF, il Retailer può aggiungere con facilità le etichette RFID e includere il passaggio della codifica in blocco al processo. Poiché le informazioni di prodotto sono stampate sulle etichette di abbigliamento, i Retailer forniscono già dati a livello di referenze, per stampare i cartellini nel centro di produzione o presso i service bureau . Gli stessi dati sono facilmente riutilizzati per la codifica della etichette RFID, alla fonte o nei centri di distribuzione.

D: In che modo l’applicazione e la codifica di etichette RFID alla fonte dei capi di abbigliamento riesce a svolgere un ruolo fondamentale nel migliorare la gestione dell’inventario e ridurre la pressione sulle operazioni di negozio?

RACETTE: Se la merce viene etichettata con la tecnologia RFID all’inizio della catena di valore, nella produzione, i potenziali errori di inventario e spedizione possono essere eventualmente corretti prima che gli articoli arrivino nel punto vendita. Gli articoli con etichette RFID possono essere tracciati anche nella parte espositiva del punto vendita, nei magazzini, nei centri di distribuzione, nei veicoli di consegna ecc., per proteggersi da frodi dei fornitori, deviazioni dalla destinazione e dai furti interni.

D: Quali considerazioni può fare sui Retailer di abbigliamento, brand e fornitori globali mentre collaborano strettamente nelle fasi iniziali della catena del valore, rispetto all’ottimizzazione dell’assortimento di referenze e altre responsabilità?

DOYLE: I Retailer e i brand vogliono la stessa cosa: vendere più merce ottenendo margini più alti. Monitorare la merce con la tecnologia RFID, fino al dettaglio di colore e dimensione della referenza, consente di identificare la merce che si muove velocemente tra negozio/regione/paese e di ottimizzare la pianificazione dell’assortimento in tempo reale, piuttosto che affidarsi ai dati dell’anno precedente. Per i brand di moda, l’automazione della logistica, con la tecnologia RFId, permette alle aziende di anticipare, produrre e consegnare nuovi modelli sugli scaffali dei punti vendita e quindi ai clienti, con una rapidità mai vista prima.

Per leggere l’articolo di Apparel nella sua versione originale clicca sul link > http://apparel.edgl.com/magazine/March-2015/How-Source-to-Store-Efficiency-with-RFID-Influences-the-Customer-Experience98499