News & Eventi

È sempre EAS, ma non come lo conoscevi!

May 12, 2017

EAS 2.0

di David Ivins, Global Product Manager

L’altro giorno, mentre facevo delle considerazioni sui cambiamenti nel mio settore, ho pensato a Peter Stern, uno dei primi inventori della Sorveglianza Elettronica degli Articoli (EAS), e a quale sarebbe la sua opinione riguardo la direzione che sta prendendo questa tecnologia. Mi sono chiesto se allora, seduto in una biblioteca di Filadelfia, avrebbe mai immaginato che l’EAS sarebbe diventata qualcosa di più di una semplice coppia di antenne e di qualche etichetta “passiva”.

Appena arrivato nel settore, oltre 20 anni fa, l’adozione della tecnologia EAS da parte dei grandi Retailer di tutto il mondo era ancora nella fase iniziale. A quel tempo, l’effetto deterrente fu ottenuto principalmente in base al fatto che solo pochi punti vendita avevano installato l’EAS e, di conseguenza, i taccheggiatori iniziarono a prendere di mira quelli che ne erano sprovvisti.
In quegli anni, le antenne EAS montate a soffitto e posizionate alle uscite riuscivano a rilevare la metà degli articoli etichettati, a seconda delle condizioni atmosferiche! Attualmente, le antenne EAS alle uscite, montate a soffitto e dotate di RFID, sono in grado di ignorare qualsiasi prodotto che non passa attraverso l’uscita. In questo modo, i Retailer hanno anche la possibilità di monitorare e tracciare con precisione la posizione dei prodotti in tutto il punto vendita. Oggi, il monitoraggio accurato e in tempo reale della posizione della merce etichettata offre al personale di negozio l’opportunità di occuparsi del cliente, contribuendo alla realizzazione di una potenziale vendita e prevenendo allo stesso tempo un eventuale furto.

Gli attuali sistemi di rilevamento EAS includono tecnologie estremamente utili come il conteggio dei visitatori, che mostra quante persone sono entrate in negozio e permette ad altri reparti Retail di trarre vantaggio dall’investimento del team di prevenzione delle perdite. I vantaggi del conta-persone per i punti vendita sono evidenti e ben noti dal punto di vista operativo, ma possono anche fornire indicazioni importanti a chi si occupa della prevenzione delle perdite sui potenziali rischi, ad esempio quando il tempo di permanenza dei clienti in negozio è elevato. I nuovi sistemi EAS incentrati sui dati sono ora in grado di fornire ai professionisti della prevenzione delle perdite funzionalità di analisi dei dati relative alle abitudini dei clienti, che è possibile condividere con colleghi di altri dipartimenti, per aiutarli a comprendere l’impatto degli investimenti in pubblicità & marketing (tra gli altri) sul punto vendita. Questa è l’EAS 2.0.
Non c’è dubbio che le soluzioni antifurto nel Retail siano fondamentali per combattere le differenze inventariali derivanti dai furti esterni. Lo sono sempre state e continueranno ad esserlo. Tuttavia, bisogna buttar giù la pillola affinché abbia effetto; per questo, è necessario utilizzare i dati per capire l’impatto della tecnologia EAS nei punti vendita e occorre inoltre garantire la conformità da parte del personale del punto vendita.

Conformità non significa semplicemente gestire gli allarmi delle antenne EAS nel punto vendita, ma implica anche la corretta disattivazione di un prodotto e relativa rimozione dell’etichetta rigida in cassa, l’applicazione delle etichette EAS da parte dei dipendenti sulla merce appena consegnata o l’utilizzo di custodie di protezione Keeper. Nella EAS 2.0, le persone e i processi sono fondamentali, come evidenziato in diverse occasioni dal lavoro del ECR Shrink & On-shelf Availability Group e dal Professor Adrian Beck.

Conformità vuol dire assumersi responsabilità e mettere in atto iniziative guidate dagli esperti della prevenzione delle perdite con il supporto e il coinvolgimento di RU, supply chain, divisione acquisti e marketing. Per attuare un buon programma EAS è necessario coinvolgere il personale, ma anche fare in modo che l’esperienza d’acquisto sia garantita e non venga rovinata da inutili allarmi alle uscite. A tal proposito, molti Retailer stanno attualmente puntando su tecnologie come la RFID per ridurre il numero di falsi allarmi EAS nei punti vendita. È proprio questa evoluzione dell’EAS che porta maggiore valore al settore Retail.
La strategia EAS 2.0 punta a vendere di più con meno perdite, dando maggiore risalto all’aumento delle vendite. Quello che un tempo veniva considerato un investimento antifurto sta diventando velocemente un ulteriore modo per valutare le abitudini di consumo, che può solo migliorare il coinvolgimento dei clienti e favorire l’aumento delle vendite. Oggi più che mai ciò diventa fondamentale per i negozi fisici tradizionali, data la crescita degli acquisti online che incide sulle vendite nei negozi.

EAS 2.0 vuol dire decisioni intelligenti nel punto vendita per risparmiare tempo e ottenere una maggiore efficienza. Una volta trovato il punto dolente, sarà possibile identificare le principali difficoltà a livello interno ed esterno, per adottare i provvedimenti più adeguati.

EAS 2.0 significa gestione della reportistica a livello aziendale per fornire visibilità ai team LP sul comportamento dei sistemi di prevenzione delle perdite in tutto il punto vendita; che cosa funziona correttamente e cosa invece no, utilizzando tali informazioni per prendere decisioni informate sui miglioramenti necessari.

EAS 2.0 significa maggiore collaborazione tra i team di prevenzione delle perdite ed i colleghi di altri dipartimenti per garantire esperienze d’acquisto migliori, rendendo i punti vendita accoglienti per i clienti onesti e proteggendoli allo stesso tempo da quelli meno onesti.

La tecnologia EAS è quindi indubbiamente diversa da quella che conoscevamo perché si è evoluta; benvenuti alla fase 2.0…