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Sei passaggi per costruire un ROI dell’RFID nel mondo del tessile.

September 23, 2015

Di Olivier Burah, Merchandise Visibility Director Europe, Checkpoint Systems

Grazie all’RFID il personale del punto vendita può facilmente riassortire la superfice espositiva, riordinare prodotti che mancano del tutto, migliorare l’accuratezza dell’inventario nel punto vendita insieme ai processi per effettuare i resi, in maniera efficiente, affinché questi possano subito essere pronti per essere rivenduti. La tecnologia aiuta i retailer ad avere una migliore disponibilità del prodotto nel punto vendita, offrendo una chiara visione dello stock disponibile. In questo modo i clienti che si recano nel punto vendita trovano quello che cercano nella taglia e nel colore che vogliono.

Per far crescere ed espandere il proprio mercato, i retailer di punti vendita fisici investono sulle piattaforme online, allo stesso modo i retailer online considerano la possibilità di aprire punti vendita fisici. Indipendentemente dalla modalità di vendita, l’RFID diventa sempre più necessario per una strategia omnicanale del retail. Gli acquirenti della Generazione Y ed i Millennials o la generazione dell’ “Io Voglio Quello che Voglio, Quando lo Voglio” (I want what I want when I want it) vogliono tutto e subito. Che sia con il “Click&Collect”, acquirenti che ritirano sul punto vendita la merce ordinata online, o che richiedono una spedizione in meno di 24 ore, la vera sfida per i retailer è quella di avere un inventario in tempo reale accurato ed in ogni momento. L’RFID è ciò che permette ai retailer che i prodotti giusti siano disponibili nel posto giusto nel momento  giusto.

Grandi magazzini come Macy’s e Kohl’s e retailer come American Apparel per nominarne alcuni, stanno già sfruttando i benefici di questa tecnologia. In Europa, anche C&A ed il gigante del fast fashion Inditex hanno annunciato l’utilizzo dell’RFID nei loro punti vendita. Altre aziende come il retailer globale di abbigliamento e accessori per il tempo libero Decathlon, ha addirittura realizzato una pagina web con cui informa i propri clienti sull’utilizzo dell’RFID nei propri punti vendita.

Tuttavia l’inizio di un progetto RFID può essere ritardato dal CEO e dal CFO, i quali vorranno investire nella tecnologia solo se vedono un reale ritorno dell’investimento (ROI) sulle attività dell’azienda. Un calcolo affidabile del ROI dovrebbe prevedere che il retailer possa inserire i propri dati riferiti al numero medio di prodotti presenti nella superficie di vendita e nelle scorte/magazzino, così come il costo medio unitario, la rotazione delle scorte ed i margini di vendita al dettaglio. Inserendo il numero di ore in cui il personale del punto vendita impiega nelle operazioni di ricezione della merce, inventario e riassortimento, il calcolo dovrebbe stimare la riduzione potenziale delle ore uomo lavorate basandosi su dati reali del retailer e comparandoli con i risparmi e l’aumento delle vendite raggiunti in test pilota e in implementazione della tecnologia da parte di altre aziende in Europa e nel mondo.

Lo scopo è quello di raggiungere un calcolo del ROI accurato prima di iniziare la fase di test. Per questo motivo, i retailer possono lavorare con un metodo di consulenza provato che si basa su 6 passaggi:

  1. Raccogliere i dati interni consolidati

L’RFID è un progetto trasversale che richiede il coinvolgimento dei reparti vendita, acquisti, operazioni, logistica, economico-finanziario, già in fase di pianificazione. Assicurati di avere approfondito da più punti di vista le fasi di riassortimento, degli ordini e degli altri processi e di aver raccolto tutti i dati ERP relativi alle vendite, spedizioni, inventari e out-of-stock. Non è possibile determinare il tuo ROI sulla base di dati generici relativi al settore. Hai bisogno di dati reali che provengano dalla tua azienda.

  1. Verificare i punti vendita

La disponibilità della merce e l’out-of-stock sono legate a doppio filo con le operazione ed i processi del punto vendita. Non dare per scontato che tutti i punti vendita seguano gli stessi processi per la gestione delle spedizioni, del controllo dell’inventario, per il riassortimento dello spazio espositivo dalle scorte in magazzino, per la gestione degli ordini ricevuti online e dei resi. Negozi diversi hanno formati, layout, operazioni e contesti geografici che possono impattare sui processi interni. Capire queste variazioni dei processi, permette di avere una panoramica delle ore di lavoro spese e “perse” per una gestione inefficiente delle spedizioni, per le operazioni di protezione contro il furto dei prodotti, così come per la gestione del riassortimento, della vendita e dei resi. Tutto questo ti aiuterà a costruire il tuo business case sull’RFID.

  1. Intervistare il personale dei punti vendita

Il personale dei tuoi punti vendita gestiscono la merce tutti i giorni. Loro sono la prima linea della tua organizzazione e conoscono le sfide operative più di chiunque altro. Loro sono in contatto diretto con i clienti. Sono abituati a gestire la merce in arrivo nel punto vendita ed in uscita e conoscono le difficoltà ad ogni passo. Sono coloro che dovranno dire al cliente che non hanno il capo richiesto in quel momento e saranno la chiave di volta affinché il processo possa andare avanti.

  1. Individuare le risorse per ogni punto vendita

Iniziare un progetto RFID significa comprendere esattamente cosa ci si aspetta di migliorare in termini di out-of-stock e la gestione efficiente dell’inventario, gestione degli ordini per migliorare le vendite. Per questo motivo è necessario capire i processi, gli strumenti tecnologici e le risorse umane che si hanno attualmente a disposizione. Questo significa anche capire quanto personale è coinvolto per la gestione delle spedizioni, dell’inventario e del riassortimento così da poter stimare le ore di lavoro spese per assicurare la disponibilità della merce e l’impatto che questo ha sul fatturato. Questo significa analizzare il tempo dedicato per servire un cliente, contro il tempo “improduttivo” dedicato ad attività che non aggiungono valore e come tutto questo abbia un impatto sul costo della struttura.

  1. Comprendere il reale costo dell’out-of-stock

Per avere una previsione accurata del ROI, del tuo programma RFID, bisogna partire dal conoscere le perdite che ad oggi si stanno avendo. A nessuno fa piacere riconoscere le proprie debolezze, ma più si è onesti sin dall’inizio, migliori saranno i risultati. Con i dati raccolti nei primi 4 passi, sarai in grado di determinare esattamente quanto si sta perdendo a seguito di out-of-stock, gestione ordini e resi inefficiente già prima di iniziare ad utilizzare l’RFID. Tutto questo include, l’inventario approssimativo, il tempo impiegato da parte del personale nel venire a capo in situazioni di out-of-stock o ordini mancanti, e vendite perse quando un capo non è disponibile nel momento in cui il cliente è pronto a comprarlo, etc…

  1. Scegliere l’hardware, software ed il consumabile RFID giusto

Partendo dai progressi che si possono avere con l’RFID, per l’accuratezza di inventario e la disponibilità del prodotto a scaffale, sarai in grado di definire esattamente di cosa hai bisogno in termini di hardware, software e consumabile. Una volta che avrai le idee chiare sulle risorse umane coinvolte per ogni punto vendita, potrai sapere quanti brandeggiabili RFID e stazioni fisse di lettura necessiterai o se una soluzione “eye in the sky” è più appropriata, per esempio. Potrai decidere che l’inventario sia gestito da una azienda esterna, perché il tuo personale non ha tempo a sufficienza per gestire questa attività. Infine, nel momento in cui hai deciso di investire nella tecnologia, vorrai che l’RFID ti fornisca un aumento misurabile delle vendite e dei risparmi.

Per conoscere meglio il metodo comprovato di misurazione del ROI dell’RFID sul tuo business, contattaci. Olivier Burah, Olivier.Burah@eur.checkpt.com

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